venerdì 7 luglio 2017

Geronimo, Amedeo e le giraffe / Nicolas Gouny


Nella savana lontana lontana l'orsetto Geronimo incontra un branco di giraffe. Quando queste gli chiedono chi sia, lui risponde  molto serenamente di essere una...giraffa!
Le giraffe non sono molto convinte di questa cosa ed emettono il loro verdetto: sebbene Geronimo porti l'ombrello come loro e abbia il manto maculato come il loro, Geronimo è semplicemente un orso.
Amareggiato e triste il piccolo orso se ne va verso la montagna degli orsi che, credendolo una giraffa, se ne vanno spaventati.
Geronimo si ritrova nuovamente solo, fino a quando incontra Amedeo, un elefante che si crede una giraffa.
Dopo un primo momento di diffidenza, le due "giraffe" diventano i migliori amici del mondo e fondano un branco di giraffe tutto nuovo dove ognuno può essere ciò che realmente è.


Un albo molto colorato e dalle simpatiche illustrazioni dell'autore che porta con sé messaggi davvero importanti come la necessità di ognuno di sentirsi parte di un gruppo o di un branco, come in questo caso.
Geronimo non riesce a capire perché si trova escluso sia dal branco delle giraffe che dal branco degli orsi e questo lo rattrista molto fino all'incontro con Amedeo, un'anima simile alla sua.
Entrambi si sentono una giraffa, a dispetto di quello che possono pensare gli altri animali.
Un libro che parla in modo lieve e adatto ai bambini di diversità e dell'accettazione del proprio io, una storia di amicizia e dal finale molto positivo.

Geronimo Amedeo e le giraffe
Nicolas Gouny
Edizioni Terre di Mezzo
€ 15.00

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

martedì 27 giugno 2017

Un premio inaspettato per Tito

Ogni tanto mi riaffaccio su questo blog ormai semi abbandonato e oggi lo faccio per raccontavi un premio speciale e inaspettato che ha vinto il mio Tito.
All'inizio dell'anno scolastico l'asilo ha organizzato un incontro con la biblioteca per incoraggiare i bambini e di conseguenza i genitori a frequentarla.
Come ulteriore incentivo nella biblioteca è stata messa la riproduzione di un grande albero dai rami spogli: ogni volta che un bimbo andava in biblioteca, la bibliotecaria gli assegnava un fiore del colore della classe da attaccare ai rami.
Tito frequenta la biblioteca da quando aveva 18 mesi e per noi è routine andarci almeno una volta al mese. Io personalmente ho notato che i primi mesi c'è stato un boom di bambini che via via è andato perdendosi. Purtroppo.
Venerdì scorso tutte le classi dell'asilo sono andate in biblioteca per la chiusura dell'anno scolastico e per fare un po' il conteggio dei fiori per ogni sezione e, per tutte le classi, c'è stato un libro regalo.
Ma la vera sorpresa è stata quando la bibliotecaria ha premiato il bambino che più di tutti ha frequentato la biblioteca durante l'anno: il mio Tito!
Sia per lui che per noi è stata una grande soddisfazione perché, anche se è vero che Tito è cresciuto in una casa piena di libri, è anche vero che questa passione non viene trasmessa semplicemente per il fatto che i libri se li vede sempre in casa ma perché è un bambino curioso che ama scoprire cose e storie nuove. Quindi a chi mi ha detto: brava mamma! io ho semplicemente risposto: bravo il mio Tito!
Il libro che gli è stato regalato si chiama La festa dei frutti edito da Babalibri: è un albo dalle belle illustrazioni che attraverso vari acconti di vita di campagna, spiega i frutti ai bambini e altre piccole curiosità. Ma di questo libro vi parlerò presto!





venerdì 9 giugno 2017

Chi vuole un abbraccio? / P.Wechterowicz, E.Dziubak

Come si fa ad avere un giorno perfetto?
Papà Orso non ha dubbi: per avere un giorno veramente perfetto bisogna abbracciare qualcuno.



Lui e il suo Piccolo Orsetto iniziano il loro viaggio attraverso il bosco chiacchierando allegramente e cercando qualcuno da abbracciare e a cui migliorare un po' la giornata.
Così il Signor Castoro tutto indaffarato nel suo lavoro, alla sera penserà a quell'abbraccio con un sorriso.
La Signorina Donnola, dopo aver preso un bello spavento per l'arrivo degli orsi, resterà commossa e felice.I coniglietti che avevano offerto le loro carote a papà e figlio, saranno felici e leggeri per tutta la giornata.
Il Signor Lupo, che ha tenuto un po' le distanze aspettando Cappuccetto Rosso, dopo l'abbraccio è talmente su di giri che nemmeno si accorge del passaggio della bambina.
Il Commendator Alce si fa dare un abbraccio come di deve e rimane tutto contento.
Con Madama Anaconda invece è una bella lotta a chi abbraccia più forte fra lei e Papà Orso!
Il viaggio continua elargendo abbracci ad un piccolo bruco che deve fare il bozzolo e persino ad un cacciatore.
Verso sera Papà e Orsetto rientrano a casa incontrando sul loro cammino altri amici da abbracciare.
Per entrambi il bilancio della giornata è più che positivo e vogliono ripetere la giornata degli abbracci al più presto. Ma, all'improvviso, Orsetto si rende conto che manca ancora qualcuno da abbracciare: si guardano, si sorridono e si stringono forte.


Questo libro è davvero molto dolce e racconta, con grande semplicità, quanto siano belli i gesti d'amore soprattutto quando vengono donati ma solo per la gioia di chi li riceve, senza aspettarsi niente in cambio.
Le illustrazioni sono molto belle e rispecchiano bene i sentimenti dei protagonisti raffigurati.
Un libro consigliatissimo!

Chi vuole un abbraccio?
Przemyslaw Wechterowicz e Emilia Dziubak
Edizioni Sinnos
€ 11,00

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma



giovedì 8 giugno 2017

Festa di compleanno a tema Superpigiamini

Sabato scorso il mio Tito ha compiuto 5 anni e l'abbiamo festeggiato con una festa a tema Superpigiamini.


Come tanti bambini della sua età, anche lui è in piena fissa con Gattoboy, Geco e Gufetta e devo dire che questo tema è stato molto facile da sviluppare e con una spesa davvero minima!
Basta sapere giocare con i colori dei piccoli protagonisti ovvero blu, verde e rosso.
Abbiamo comprato tutto in questi colori alternandoli: tovaglia, tovaglioli, piatti, bicchieri e posate (Poi pazienza se la tovaglia ce la siamo dimenticati a casa).
La decorazioni sono state ancora più facili: avendo tantissime figurine doppie dei superpigiamini, abbiamo potuto utilizzarle sia per personalizzare i bicchieri che per fare i topper da mettere su panini ecc.
Per realizzarli basta incollare le figurine su un cartoncino avendo cura di infilare uno stuzzicadenti fra i due strati e poi tagliare.
Come ultima decorazione abbiamo disegnato e ritagliato i simboli dei Pigiamini su cartoncini colorati e ne sono uscite delle mini-maschere da usare come topper giganti.


Per la torta invece ci siamo affidati alla solita gelateria con immagine dei super eroi e in più c'erano il mitico tiramisù di mia zia, una crostata con farina di farro e marmellata di lamponi 100% vegan (qui la ricetta della frolla) e i muffin ricotta e cioccolato. Più tutto il salato!
Se cercate qualche idea in più, vi rimando alla mia bacheca di Pinterest dedicata proprio alle feste a tema Pj Masks!



sabato 3 giugno 2017

A te, per i tuoi 5 anni


A te che mi hai insegnato i sogni e l'arte dell'avventura
A te che credi nel coraggio e anche nella paura
A te che sei la miglior cosa che mi sia successa
A te che sei, essenzialmente sei, sostanza dei sogni miei, sostanza dei giorni miei

Auguri amore per i tuoi 5 anni, a te che senza saperlo hai cambiato la mia vita e che ogni giorno, col tuo splendido sorriso, la rendi speciale!!


venerdì 2 giugno 2017

A che pensi? / Laurent Moreau

Non avete mai pensato a quanto sarebbe bello leggere i pensieri degli altri o a dare una forma ai vostri pensieri?


In questo coloratissimo albo Laurent Moreau ci apre letteralmente una finestra sui pensieri dei personaggi illustrati dove le emozioni prendono forma in tutte le loro sfumature: amore, felicità, rabbia, gelosia, tristezza, preoccupazione, bisogno di stare da soli.. nelle nostre teste c'è sempre un pensiero od un sogno da cui non ci siamo ancora completamente staccati.
Il libro è strutturato in modo molto semplice: sulla pagina di sinistra un brevissima descrizione di quello che pensa il personaggio illustrato, sulla pagina di destra il viso dello stesso personaggio ma con una finestra che, aprendosi, ne rivela i pensieri.

"Annetta ha desideri zuccherati
Mattia è semplicemente felice"

Un libro che parla con le immagini più che con le parole, che stimola l'immaginazione e  invita i lettori a dare una propria personale interpretazione dei pensieri raffigurati.
Belle le illustrazioni dai toni decisi che parlano in vece dei testi molto brevi, molto bella l'idea di spingere il lettore a dare la sua visione del libro.
Le illustrazioni di Moreau sono molto affascinanti nella loro semplicità, vi rimando a La mia famiglia selvaggia che vi ho proposto tempo fa, un altro libro che ci è piaciuto tanto!

A che pensi?
Laurent Moreau
Edizioni Orecchio Acerbo
€ 16.50

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

martedì 30 maggio 2017

Marionette dei dinosauri in pannolenci


Ultimamente ho trascurato un po' questo blog: ho seguito un corso di formazione poi Tito ha preso la varicella (2 settimane a casa dall'asilo) e in questi giorni sono in prova per un nuovo lavoro quindi il tempo scarseggia un po'.
Ho anche cucito molto nelle ultime settimane: la mia amica è diventata mamma-bis e per il piccolo ho fatto un porta pannolini, per lei una borsa capiente per il cambio e al fratellone - appassionato anche lui di dinosauri come Tito - ho fatto delle marionette in pannolenci.
Avevo già sperimentato le marionette in pannolenci dei Barbapapà per il secondo compleanno di Tito e ho voluto farle di nuove per il neo fratello maggiore.
Le foto ahimè non sono un granché ma la sostanza c'è!


Per farle ho preso le misure delle dita di Tito e poi insieme abbiamo deciso 5 tipologie diverse di dinosauro e lui mi ha aiutato anche a scegliere le combinazioni colore.
I dinosauri sono stati disegnati prima sulla carta e poi riportati sul pannolenci, cuciti a punto festone e gli occhi disegnati con pennarelli da stoffa (comprati all'ikea, costano pochissimo).
Il lavoro è stato davvero veloce tanto che adesso devo rifarli per Tito che ovviamente non voleva cederli ad un altro bambino!

venerdì 19 maggio 2017

Il peso specifico dell'amore / Federica Bosco

L'amore è solo un'illusione ottica.
Credi di vedere cose.
Bellissime, eccezionali, rare cose.
Aurore boreali, unicorni, arcobaleni.
Ma quando ti avvicini e allunghi la mano, ti accorgi che questa ci passa attraverso.
Senza afferrare niente.

Francesca ha un compagno, Edo, che tutte le invidiano: gentile, premuroso e perennemente d'accordo con lei su tutto. Per Edo la vita è sempre bella, vede sempre il lato positivo delle cose e tratta Francesca come se fosse l'unica donna al mondo.
Ma questo a Francesca non solo non basta più ma la irrita tantissimo: vorrebbe che Edo avesse più carattere, che fosse più deciso e vorrebbe che ogni tanto si comportasse come se fosse lui l'uomo di casa e non lei.
L'unica cosa che sembra rendere felice Francesca è il suo lavoro di editor in una casa editrice in cui lavorano solo donne diretta da un capo con manie di onnipotenza che le lancia nuove sfide di continuo. Per ottenere la tanto agognata promozione, Francesca si deve occupare dell'uscita del libro (ancora inesistente) di Leonardo Calamanderi, scrittore narcisista e fannullone che ha l'onere di risollevare le sorti e la dignità della casa editrice.
Questa sfida si presenta più ardua del previsto: Calamanderi non ha un'idea precisa del nuovo romanzo e, dopo averne iniziato qualche capitolo, decide di cambiare radicalmente idea e di scrivere un libro sulla "triste" vita di Francesca. Inoltre non rispetta gli orari e la tratta come se tutto gli fosse dovuto.
Al di là delle incomprensioni personali fra i due, il fatto che Leonardo scavi nella vita di Francesca e riesca in qualche modo a leggerle dentro, le dà l'opportunità di vedere la sua vita e le persone intorno a lei sotto un altro punto di vista.

Altri personaggi importanti della storia sono l'amica e collega Paola, vittima di stalking da parte dell'ex marito, l'amico Alessandro che passa da una relazione all'altra e la sua mamma, una creatura dall'apparenza fragile ricoverata per depressione in una casa di cura e che Francesca cerca, con tutte le sue forze, di far tornare la mamma di un tempo.

Francesca è una protagonista che si fa amare: è imperfetta, a volte un po' sciatta nei suoi maglioni nei toni del beige, cucina dolci quando è frustrata ma non li mangia perché le ricordano com'era la sua mamma pasticcera.
La narrazione è molto piacevole e scorrevole, ironica ma profonda e tratta svariati argomenti: le relazioni,  le gomitate e gli sgambetti sul luogo di lavoro (immaginate come dev'essere lavorare con solo donne!), lo stalking e la depressione.
E' il primo libro che leggo di Federica Bosco e l'ho trovato davvero ben scritto con personaggi ben delineati , una lettura che vi consiglio!

Il peso specifico dell'amore
Federica Bosco
Edizioni Mondadori
€ 17.00, 389 pagg

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

mercoledì 10 maggio 2017

Tre libri per la festa della mamma

Domenica si festeggia la festa della mamma, un bellissimo modo per festeggiarla è leggere insieme un libro dedicato a...noi!

Uno dei libri che più rispecchiano la nostra quotidianeità è senza dubbio Le pazze giornate della mamma, libro che vi avevo proposto l'anno scorso proprio in questa occasione.
Una mamma, due bambini e le ore delle giornata che scorrono sempre troppo veloci: uno scenario ben conosciuto!
Ma come tutte le mamme, anche questa descritta nel libro, trova il modo per fermare il tempo e dedicarsi ai suoi bambini.

La mamma più bella del mondo racconta invece di una giornata al mercato di Luna e della sua mamma. Luna, incantata dal mercato e dai suoi mille colori e profumi, perde di vista la sua mamma.
Tante persone l'aiutano a ritrovarla e l'unica descrizione che la piccola fornisce loro è che la sua mamma è la mamma più bella del mondo. Un libro che ci ricorda che i nostri bambini ci guardano sempre con occhi innamorati

Io e la mia mamma è un dolcissimo libro in rima dedicato dall'autrice a tutte le mamme orso.
Racconta una semplice giornata passata da mamma orso e dal suo orsetto in cui è facile immedesimarsi per la quotidianità dei gesti raccontati. Un libro davvero poetico!


venerdì 5 maggio 2017

Domani inventerò / Agnès de Lestrade, Valeria Docampo

Se avete amato La grande fabbrica delle parole, non potrete non amare questo libro!


Cosa possiamo trovare oltre i confini delle cose che ci circondano?
Oltre i confini del mio letto ci sono brandelli di sogni: li raccolgo come batuffoli, li lascio volare in alto e domani...m'imbatuffolerò.
Ai confini dell'inverno ci sono frammenti di ghiaccio innevato: metto le mie scarpe più calde per affrontarlo e domani..m'invernerò.
Ai confini del mare ci sono granelli di sabbia, posso farli scorrere tra le dita e domani...m'ingranellerò.
Ai confini dei libri c'è una storia che mi chiama, dentro i libri il silenzio è sovrano e domani...m'infavolerò
Ai tuoi confini ci sono io in cima alla montagna e ti aspetto, saliamo insieme per vedere cosa c'è dall'altra parte e domani... a te m'intramerò
Al di là di ogni confine c'è un grande punto di domanda su quello che possiamo trovare: cose belle? cose sbagliate? cose nuove? Basta volerlo scoprire!



Questo libro ci invita a varcare i nostri confini e i nostri limiti inventando verbi nuovi per ogni situazione e per immedesimarci al meglio nel confine che dobbiamo superare.
Le illustrazioni sono strepitose: morbide, "batuffolose" e con un orso blu irresistibile protagonista di scenari meravigliosi.
Un libro che è poesia consigliato a tutti, non solo ai bambini.

Domani inventerò
Agnès de Lestrade, Valeria Docampo
Edizioni Terre di Mezzo
€ 15.00

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

venerdì 14 aprile 2017

La gallina che non sapeva fare le uova / Anna Lavatelli

In prossimità della Pasqua, voglio condividere con voi questo libro dolcissimo con protagonista Bellacresta, la gallina più sfortunata del pollaio: nonostante tutto il suo impegno infatti non è ancora riuscita a fare nemmeno un uovo.


Le altre galline, spietate, ridono di lei e del fatto che non sia capace di fare uova ritenendola una vergogna per tutto il pollaio.
Per fortuna Bellacresta ha un amico che le vuole bene: è il piccione Cris che le porta sempre qualche golosità da assaggiare.
Un giorno Cris arriva con una notizia sensazionale: sembra che nel bosco sia arrivato un gufo in grado di fare incantesimi e forse è proprio questa la soluzione che serve a Bellacresta!
Si danno appuntamento al tramonto e si avviano verso il bosco dove, col buio della notte, incontrano il gufo Epimeteo il quale prende una penna di Bellacresta, scompare tra le foglie e ritorna con la penna che brilla al buio.
Tutto quello che Bellacresta deve fare è restarci seduta sopra fino a quando suoneranno le campane. Obbediente la gallinella cova la sua piuma fino a quando suonano le campane della Pasqua e in quel momento sente uno strano movimento nella sua pancia: finalmente il suo primo uovo....di cioccolato!


Le galline ridono del suo piccolo uovo e più ridono più l'uovo diventa grande finché le galline non ridono più ma diventano rosse d'invidia.


Una storia pasquale un po' diversa ma soprattutto una storia di amicizia, di speranza e di riscatto personale.
La storia è semplice e adatta ai bambini un po' più piccoli, le illustrazioni sono molto delicate e rispecchiano alla perfezione i vari stati d'animo di Bellacresta.
Un libro da leggere prima di scartare le uova di Pasqua!

La gallina che non sapeva fare le uova
Anna Lavatelli
Edizioni Interlinea
€ 12.00

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma e vi auguro Buona Pasqua!

mercoledì 12 aprile 2017

Salvietta per l'asilo a punto croce con Nemo


Quando Tito ha iniziato l'asilo gli ho fatto un set a punto croce con Luigi di Cars.
Per me una salvietta era più che sufficiente: lavatrice e asciugatrice e già pronta da usare il giorno dopo.
Per lui invece non è stato così! Una delle salviette che usa a casa è con Nemo e i personaggi dell'acquario e ne ha voluta una uguale per l'asilo.
Il lavoro è stato lungo perché ci sono tantissimi colori che però ho cercato di limitare dove possibile utilizzandone anche alcuni non proprio identici e alla fine ne è uscito un bel lavoro!
Vi lascio anche gli schemi se avete voglia di cimentarvi anche voi!


Se volete un'idea in più sempre a tema Nemo, QUI trovate la bavetta con lo schema.

venerdì 7 aprile 2017

Il giardino delle pesche e delle rose / Joanne Harris


Non sono mai stata molto brava a lasciarmi le cose alle spalle.
Ci ho provato, ma ho sempre lasciato lì anche frammenti  di me stessa, come semi in attesa dell'occasione per crescere

Sono passati quattro anni dagli avvenimenti della chocolaterie parigina con Zozie de l'Alba.
Vianne vive sulla Senna con Roux e le figlie e qui la raggiunge la lettera di una vecchia amica che ormai non c'è più: è una lettera di Armande direttamente da Lansquenet che le chiede di tornare al paese perché Lansquenet ha bisogno di lei.
Vianne è indecisa: non è da lei ritornare sui suoi passi e poi sa che Roux non la seguirebbe mai.
Ma il vento sembra soffiare in quella direzione così Vianne parte con Anouk e Rosette e giunge a Lasquenet il giorno di ferragosto durante la processione della Madonna.
Dopo otto anni dall'apertura della chocolaterie, il paese è molto cambiato a partire dai suoi abitanti.
Ai Marauds non abitano più gli zingari del fiume ma le vecchie concerie sono abitate da famiglie di magrebini e c'è pure un minareto che richiama a raccolta i fedeli.
Quella che all'inizio è stata una pacifica convivenza, poco alla volta si è trasformata in una sorta di scontro fra la cultura cattolica e quella musulmana soprattutto dall'arrivo di una donna sempre velata, Inès, che sembra aver sconvolto anche gli equilibri della sua comunità.
Vianne, da sempre di mentalità aperta e disposta verso il prossimo, riesce a conquistare la fiducia di alcune persone della comunità musulmana e anche quella di Monsieur le curè.

Questo romanzo conclude la trilogia di Chocolat dopo Le scarpe rosse ed è sicuramente la storia con meno magia e meno cioccolato rispetto ai due precedenti.
In questo romanzo non manca ovviamente la parte golosa a cui ci ha abituati Joanne Harris ma spesso il cioccolato lascia spazio al profumo delle spezie e dei piatti tipici marocchini cucinati per il ramadan.
In questo libro colmo di segreti, si parla di diversità tra culture diverse con i conflitti che inevitabilmente ne derivano, di religioni, di tolleranza e tradizioni.
Il tutto si svolge nell'arco di pochi giorni ma tanto basta a Vianne per vedere i colori sotto le apparenze e, insieme al nuovo alleato Reynaud, a svelare i segreti che si celano nella cittadina.

Il giardino delle pesche e delle rose
Joanne Harris
Edizioni Garzanti
€18.80 / 433 pagg

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

mercoledì 5 aprile 2017

Banana bread senza glutine, ricetta vegan


Quando ho scoperto di essere intollerante alle uova, uno dei miei primi pensieri è stato: e i dolci????
Dopo aver trovato la ricetta della frolla senza glutine e senza uova (la trovate qui) mi sono messa alla ricerca di libri di ricette vegane che potessero darmi qualche alternativa in più.
Nel circuito bergamasco ne ho trovati veramente pochi ma quello che ho ordinato, Vegan è chic, è davvero molto ben fatto con tantissime ricette e tante spiegazioni sui prodotti utilizzati.
Da golosa quale sono, la ricetta del banana bread è stata fin da subito fra le mie preferite.
Non potendo utilizzare la farina di frumento per intolleranza, vi lascio la mia versione alternativa della ricetta.

1 bicchiere farina di farro
1/2 bicchiere farina di riso
1/3 bicchiere zucchero di canna
1/3 bicchiere latte vegetale (io ho usato l'avena)
1/3 bicchiere olio di semi
2 banane mature
2 cucchiaini lievito
qb sale

opzionale: 1/2 bicchiere cioccolato fondente a pezzi

In una ciotola setacciamo le farine, il lievito e il sale.
In un'altra ciotola mescoliamo l'olio con lo zucchero e aggiungiamo il latte.
Schiacciamo bene le banane con una forchetta e le aggiungiamo alla miscela liquida.
Uniamo anche gli ingredienti secchi amalgamando con una spatola e aggiungiamo infine il cioccolato.
Mettiamo in uno stampo da plumcake e in forno a 180° per 45/50 minuti

Questo dolce, soffice e profumato di banana, non è dolcissimo e diventa più goloso con il cioccolato: l'ideale per la colazione!

mercoledì 29 marzo 2017

Riciclo creativo: un astuccio in jeans



Voi di solito cosa fate con i vestiti che non usate più?
Quelli di Tito solitamente li metto via che non si sa mai, quelli meno belli o rovinati dai lavaggi li porto all'asilo: le maestre li distribuiscono a chi ne ha bisogno o semplicemente li utilizzano per i cambi se qualche bambino si sporca.
I miei vestiti solitamente se non li uso più cerco di recuperarli in qualche modo.
E' il caso di questi jeans che avevo rotto e che ho tagliato e utilizzato per fare qualche astuccio da regalare.
Vi lascio questo pseudo-tutorial per realizzarne uno anche voi, ci vogliono all'incirca 30 minuti di lavoro.

Cosa serve:
cerniera in nylon colorata
materiale un po' sostenuto per l'astuccio
materiale per la fodera
macchina da cucire

Come si procede
Segniamo su entrambi i materiali le misure che ci servono: la mia cerniera è da 20 cm quindi la lunghezza deve essere pari o al limite inferiore a quella della cerniera.
Volendo utilizzare la tasca posteriore dei jeans come spazio extra, ho disegnato sul jeans e sulla fodera dei quadrati da 20x20 cm lasciando un po' di margine (io sono stata abbondante ma 1/2 cm sono sufficienti).
Si posizionano i materiali diritto su diritto mettendo la cerniera in mezzo e cucendo sulla linea.


Una volta cucita questa parte, si ripiegano i materiali e si cuciono insieme per fissarli.
Procedere allo stesso molto con l'altro lato.


Alla fine otteniamo l'astuccio piatto che deve essere unito: la fodera con la fodera e il jeans con il jeans.
Attenzione: lasciare un'apertura sul fondo della fodera e aprire la cerniera a metà in modo da poter rigirare l'astuccio.


Una volta finito di cucire, rifilare i bordi e rigirare l'astuccio, cucire la parte aperta della fodera  e voilà! lavoro finito e pronto per essere usato.

venerdì 17 marzo 2017

Ci pensa il tuo papà / Mireille d'Allancé

Per la festa del papà e non solo vi propongo libro molto dolce, una passeggiata lungo il fiume e una chiacchierata fra un orsetto e il suo papà.


La storia inizia con una semplice domanda: "Senti, papà, cosa faresti se cadessi in acqua?"
La risposta del papà è quasi scontata: "Mi butterei per ripescarti"
Ma non finisce qui perché al piccolo non basta questa risposta ma vuole essere ulteriormente rassicurato in un crescendo di domande: e se ci sono i coccodrilli? e se non mi trovassi? e se non fossi più nell'acqua? e se qualcuno mi volesse tenere con sé? e se mi rapisse un mostro?
Il papà con molta pazienza risponde a tutte le domande dell'orsetto timoroso di essere abbandonato rasserenandolo sul fatto che, in ogni occasione, ci penserà lui a tirarlo fuori dai guai e che non c'è proprio niente che li possa separare.


Il testo molto semplice e le illustrazioni dai colori delicati si adattano molto bene a questa storia che affronta la paura dell'abbandono in modo gentile. Papà orso che affronta tutte le strane situazioni immaginate da suo figlio fa capire quando sia grande l'amore di un papà.
Una lettura consigliata per questa festa e non solo!

Ci pensa il tuo papà
Mireille d'Allancé
Edizioni Babalibri
€ 5.80 (nella versione Bababum)

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma (libro già recensito QUI da Mamma Avvocato)

mercoledì 15 marzo 2017

Alla scoperta delle scienze, la nostra prima volta al museo

Domenica scorsa vista la bella giornata calda, abbiamo fato un giro a Bergamo con annessa visita al Museo Civico di Scienze Naturali.
Per Tito era la prima volta al museo e abbiamo scelto in particolare questo per la ricchezza dei suoi reperti e - soprattutto - per la ricostruzione dello scheletro di un allosauro visto che la passione per i dinosauri qui è sempre molto alta.
Il museo si trova in città alta che la domenica è raggiungibile con la funicolare.
All'ingresso si viene accolti dalla riproduzione di un mammut e si ha poi l'accesso alle varie sale.
Troviamo esemplari della fauna divisa per regno animale (riproduzioni ed esemplari veri), minerali e rocce, oggetti rituali e di uso comune delle culture americane e africane e ovviamente i fossili fra quali spicca un cervo di oltre 700 mila anni rinvenuto in Val Borlezza.
La sala dell'Allosauro contiene la ricostruzione del dinosauro e il calco di un nido di oviraptoride donato al museo dall'American Museum of Natural History di New York.
Per i piccoli (e grandi!) appassionati di dinosauri, nella sala è possibile sapere qualcosa in più su questi mastodontici rettili grazie ai vari pannelli a loro dedicati. Inoltre, sempre in questa sala, ci sono tavolini e sedie a misura di bambino per poter disegnare e molti libri sui dinosauri da leggere e sfogliare.


Da non sottovalutare sicuramente le aree tattili dedicate ai fossili, alle piume, ai denti di squalo e di elefante presenti in tutto il museo e i microscopi per capire come lavora uno scienziato.


Devo dire che la visita è stata molto bella e che Tito ne è stato molto contento ma, a differenza di quello che pensavo, ha apprezzato maggiormente i fossili rispetto alla ricostruzione del dinosauro ma soprattutto è rimasto affascinato dallo scheletro del capodoglio ("mamma, quella specie di balena era la mia preferita").


Il costo del biglietto è molto basso, 3€ gli adulti e i ragazzi fino a 18 anni entrano gratis: un motivo in più per scoprire ed imparare cose nuove.
Oltretutto ho scoperto che le valli bergamasche nei millenni scorsi erano fondali marini tropicali che hanno conservato per oltre 200 milioni di anni pesci, crostacei e rettili: ogni anno le campagne di scavo portano alla luce nuovi ed interessanti reperti.
Altro che la nebbia di adesso!!
Per saperne di più vi rimando al sito ufficiale del museo

venerdì 10 marzo 2017

Ettore e il buio / Emma Yarlett


Ettore è un bambino pieno di paure: ragni, mostri, cantine, maestre....tutto sembra fargli paura ma la cosa che lo spaventa di più in assoluto è il buio.
Prova mille modi per combattere questa sua paura ma ogni sera, puntualmente, la paura del buio si ripresenta e lo costringe a passare le sue notti con un occhio sempre aperto per controllare se ci sono mostri e le orecchie ben tese a catturare il minimo rumore.
Ma una notte proprio non ce la fa più e sbotta contro il buio dicendogli di andarsene per sempre ed  ecco che una grossa cosa blu si cala nella sua stanza e si presenta: è il Buio in persona e vuole accompagnare Ettore in un viaggio per vincere le sue paure.
Insieme esplorano i posti che il bambino teme di più e lo accompagna attraverso la città per fargli scoprire i rumori che più lo spaventano di notte. Ettore scopre così che i luoghi che teme possono essere divertenti e che i rumori che sente non sono spaventosi ma sono i rumori della città che dorme.
Ettore finalmente sembra più tranquillo e non gli resta che affrontare la sua ultima paura: il cielo buio della notte.
Dall'alto, nello spazio insieme a Buio, smette finalmente di avere paura e si rende conto di aver trovato un nuovo e grande amico che gli promette di restargli sempre a fianco.


Questo libro ci è piaciuto molto perché fa capire ai bambini che affrontare le proprie paure è il modo più efficace per superarle.
La paura del buio è molto diffusa fra i bambini e l'idea dell'autrice di dare corpo al buio sottoforma di un amico speciale e ingombrante che accompagna Ettore nel viaggio per sconfiggere le sue paure è davvero molto carina.
Molto belle le illustrazioni, ci sono anche due pagine in cui Buio esce letteralmente dalla pagina per stringere la mano a Ettore e per abbracciarlo (e per farlo anche con il piccolo lettore che sta seguendo la storia!).

Ettore e il buio
Emma Yarlett
Edizioni La Margherita
€ 12.00

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma



venerdì 3 marzo 2017

Le ali della vita / Vanessa Diffenbaugh

Aveva fatto qualcosa di giusto, finalmente, è l'emozione di quel successo aveva zittito la voce dentro la sua testa che la rimproverava per gli altri suoi errori.

Letty vive in California in un quartiere di immigrati con i genitori e i due figli. È una ragazza madre che ha avuto il primo figlio, Alex, a soli 18 anni senza avvisare il padre del bambino per lasciarlo libero di vivere la propria vita.
Non si è mai occupata dei figli o della gestione della casa: per questo c'è sempre stata la madre ad occuparsi di tutto mentre lei lavorava e si divertiva.
Quando i genitori decidono improvvisamente di ritornare in Messico, Letty è nel panico: abbandona i figli soli a casa per giorni per varcare il confine e convincere i genitori, ma soprattutto la madre, a tornare con lei.
Dopo il tentativo fallito rientra in California e per la prima volta nella sua vita deve imparare a fare la mamma ma gestire figli, casa e lavoro per lei è molto complicato all'inizio.
Per fortuna un grande aiuto arriva da parte di Rick, suo collega al bar dell'aeroporto.
Non solo l'aiuta a gestire la figlia Luna nelle vacanze estive durante l'orario lavorativo ma le insegna dei cocktail per incrementare le sue mance e in più le trova una casa in un quartiere migliore di quello in cui vive.
In questo modo i suoi figli possono frequentare una scuola migliore ed aspirare ad una vita migliore della sua.
Fra ritorni inattesi, legami che si consolidano e amori che nascono, il libro scorre molto bene senza grandi colpi di scena e regala una lettura piacevole.

Confesso di aver iniziato il secondo libro della Diffenbaugh con un po' di diffidenza dopo il romanzo d'esordio che mi è piaciuto così tanto (Il linguaggio segreto dei fiori, QUI la recensione).
Il libro non mi ha conquistato subito ma pagina dopo pagina, così come la sua imperfetta protagonista.
Fra tutti i personaggi ho amato Alex così responsabile, intelligente e altruista, capace di prendersi cura della piccola Luna durante l'assenza della madre e così desideroso di aiutare l'amica del cuore Yesenia da passare sopra qualsiasi cosa.
Il libro tratta temi molto importanti come il bullismo, l'immigrazione legata al sogno americano e l'incapacità di sentirsi genitore ma soprattutto parla del percorso di Letty per imparare a diventare una madre.
Un libro consigliato!

PS: come per il precedente romanzo, anche questo è disponibile in quattro diverse copertine

Le ali della vita
Vanessa Diffenbaugh
Edizioni Garzanti
€ 18.60 / pagg 336

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venerdì 17 febbraio 2017

Federico / Leo Lionni


Lungo il prato c'è un vecchio muro all'interno del quale alcuni topolini hanno costruito la loro casa.
Durante l'estate tutti i topolini fanno scorta di cibo per l'inverno ma ai topolini sembra proprio che il loro amico Federico non lavori.
Federico quasi si offende per questa insinuazione: anche lui lavora come gli altri facendo scorta di raggi di sole e di colori per l'inverno così freddo e grigio e di parole per le giornate in cui non ci sarà nulla di cui parlare.
Cade la prima neve e i topolini si rifugiano nella loro casa riempiendosi la pancia e chiacchierando allegramente.
Le scorte finiscono presto, nella tana fa freddo e nessuno ha voglia di parlare finchè i topolini si ricordano delle scorte di Federico e gli chiedono di mostrare loro quello che ha raccolto durante l'estate.
Chiudete gli occhi! dice Federico e riscalda i suoi amici rievocando il calore dei raggi del sole, colora il grigio dell'inverno raccontando i colori dei fiori fino ad inondarli di parole con una poesia dedicata ai topini delle stagioni.
Alla fine della poesia Federico è ringraziato con un forte, fortissimo applauso: il lavoro che ha compiuto durante l'estate ha dato i suoi frutti!

I libri e la poesia di Leo Lionni catturano sempre, soprattutto in questo libro così poetico e che ha come protagonista un vero e proprio poeta!
La storia è molto bella per il messaggio che lascia: la cultura, la bellezza della natura, la poesia sono cibo per la mente perché tutti abbiamo bisogno di cose belle e di bei ricordi che ci scaldino il cuore durante le giornate più grigie.
Le illustrazioni dai colori tenui e dal tratto gentile ben si abbinano allo spirito di Federico!

Federico
Leo Lionni
Edizioni Babalibri
€ 5.80 nella versione Bababum

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giovedì 16 febbraio 2017

Idee low cost per Carnevale: la maschera e lo scudo di Capitan America

Quest'anno per Carnevale il mio Tito ha deciso di volersi vestire da Spiderman.
Abbiamo comprato la stoffa, ho fatto il modello e iniziato a tagliarlo e poi lui si è ammalato e sono ormai 6 gg che viviamo in simbiosi stile koala o cozza, per rendere l'idea!
Adesso che il lavoro è in stand-by, temo di non riuscire a finirlo per tempo quindi sono andata a rispolverare due accessori velocissimi che gli avevo preparato per Halloween: la maschera e lo scudo di Capitan America.
Sono molto veloci da fare, in tutto credo di averci messo meno di due ore.
La maschera è un  pochino più lunga perché io l'ho cucita a mano e non a macchina mentre lo scudo, cucendolo a macchina è davvero molto veloce.

Servono poche cose:
pannolenci rosso, azzurro e bianco
elastico da 10 o 15 mm
ago e filo

Per la maschera basta prendere le misure al bambino per posizionare l'apertura degli occhi, prepararne due pezzi uguali da cucire insieme e in più cucire una A nel centro e le ali sui lati.
L'elastico va posizionato fra le due parti prima di chiudere tutte le cuciture.
Per il modello ho preso spunto da questa foto:

Fourth of July printable Captain America mask
www.thekiwiintheclouds.com/fourth-of-july-printable-captain-america-mask
Per quanto riguarda lo scudo, bisogna preparare 5 cerchi di pannolenci ed una stella bianca:

2 cerchi rossi dal diametro di 17 cm
1 cerchio bianco dal diametro di 15 cm
1 cerchio rosso dal diametro di 13 cm
1 cerchio azzurro dal diametro di 9 cm

I cerchi devono essere cuciti uno sopra l'altro con la stella nel centro del cerchio azzurro.
L'elastico va cucito fra i due cerchi rossi da 17 cm in modo che resti fissato bene.


In questo modo lo scudo può essere tenuto sul braccio sopra il giubbino senza dare fastidio!
Voi avete qualche idea last second da condividere??


venerdì 10 febbraio 2017

La grande fabbrica delle parole / Agnès de Lestrade


Il paese della grande fabbrica delle parole è un paese molto strano in cui le persone non parlano quasi mai: c'è una fabbrica che non dorme mai ma sforna tutto il giorno parole in tutte le lingue del mondo. Per poter parlare, le persone devono comprare le parole oppure inghiottirle: ci sono i negozi che vendono parole sfuse e addirittura parolacce e le persone senza soldi a volte frugano nella spazzatura alla ricerca di qualche parola buttata via.
In primavera ci sono le offerte e si possono comprare le parole ad un prezzo conveniente ma spesso si trovano solo parole che non servono molto come ventriloquo o filodendro. A volte capita che qualche parola volteggi nell'aria e i bimbi ne approfittino prendendo i loro retini acchiappa farfalle e cercando di acchiapparne alcune. Oggi è un giorno fortunato per il piccolo Philéas che ha catturato le parole ciliegia, polvere e seggiola e domani vuole offrirle in dono a Cybelle per il suo compleanno. Se avesse abbastanza soldi le direbbe "ti amo" ma queste parole sono tutto ciò che può offrirle.
Philéas passa a prendere Cybelle ma non può nemmeno salutarla, non ha con sè le parole adatte per farlo e i due amici si limitano a sorridersi. Ma poi arriva Oscar un bambino molto ricco che possiede tantissime parole e può parlare con Cybelle e dirle che la ama e che un giorno si sposeranno.
Philéas, pensando a tutto l'amore che ha nel cuore, fa un bel respiro e lascia volare verso Cybelle le parole che ha catturato: Cybelle lo guarda, gli si avvicina e gli dà un bacio sul naso. Philéas ha in serbo un'altra parola che ha conservato per tanto tempo e per un'occasione speciale come questa: ancora!


Una tenera storia d'amore in cui le parole hanno più peso che in qualsiasi altra storia d'amore, un libro poetico che ci ricorda l'importanza delle parole che usiamo.
Le illustrazioni di Valeria Docampo (già apprezzata ne La valle dei mulini) sono incantevoli e ho trovato davvero molto azzeccata la scelta di usare il colore seppia per tutto tranne che per i bambini e soprattutto per Philéas e Cybelle, vesititi di rosso, un colore forte come il loro sentimento.
Il libro è per bambini ma vi assicuro che piacerà moltissimo anche ai grandi!

La grande fabbrica delle parole
Agnès de Lestrade, Valeria Docampo
Edizioni Terre di Mezzo
€ 15.00

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venerdì 3 febbraio 2017

Il lupo che voleva essere una pecora / Mario Ramos


Piccolo Lupo  vorrebbe essere una pecora, e quando lo comunica agli altri lupi questi non la smettono più di ridere. Il suo sogno è quello di lasciare il bosco e volare libero nel cielo ma purtroppo i lupi non hanno le ali. Nemmeno le pecore le hanno ma Piccolo Lupo le vede spesso in cielo.
Un giorno si traveste da pecora e bruca un po' d'erba insieme ad altre pecore e poco dopo si trova alto nel cielo fra gli artigli di una grossa aquila. Guardando dall'alto la terra intorno al bosco, Piccolo Lupo si stupisce di vederla così vasta finchè l'aquila lo abbandona su una montagna.
Intorno a sè vede molte ossa e capisce in un momento che fine fanno le pecore che vede volare in cielo.
Piccolo Lupo è furioso con l'aquila e le assicura che non si lascerà mangiare ma scendere dalla cima di una montagna non è certo semplice. Fortunatamente dietro una roccia scorge un piccolo buco buio: Piccolo Lupo ha paura ma l'idea di farsi divorare gli dà coraggio ed entra nella galleria. Striscia nel buio per un tempo infinito finchè non trova un ostacolo sulla strada: furibondo, raccoglie tutte le sue forze per liberare il passaggio e cade  nel cielo.
Trova un piccolo ramo a cui aggrapparsi ma dopo ore passate lì appeso chiude gli occhi e si lascia cadere nel vuoto. Cade su un gregge di pecore che spaventate urlano: al lupo! al lupo!
Dopo questa avventura PIccolo Lupo capisce che in fondo lui non può essere una pecora ma è un lupo: un lupo speciale che ha toccato il cielo.


La storia di questo lupo coraggioso e anche un po' incosciente ci è  davvero piaciuta perché il lupo ce la mette davvero tutta pur di realizzare il suo sogno affrontando anche le sue paure.
L'avventura che ha vissuto gli ha insegnato che in fondo è bello essere ciò che siamo imparando a trovare il suo lato speciale.

Il lupo che voleva essere una pecora
Mario Ramos
Edizioni Bababum
€ 5.80

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martedì 31 gennaio 2017

I giochi di Tito: che film vediamo stasera?


Questo gioco di Tito è un gioco un po' vintage infatti esisteva già quando io ero alle elementari.
Giocavamo formulando delle domande per gli amici e all'interno del gioco c'era una serie di risposte assurde che venivano scelte in base al caso.
E' un gioco di carta di facile realizzazione in questo caso pensato per scegliere il film da guardare insieme altrimenti sarebbero sempre i soliti titoli!

Per realizzarlo basta un foglio di carta da tagliare in forma quadrata (per un bambino di 4/5 anni la misura giusta è 15 x 15 cm) e si procede piegando gli angoli fino a far combaciare la carta al centro.
Si gira il foglio e si piegano nuovamente gli angoli su sé stessi.
Ora abbiamo una facciata con 4 quadrati dove andranno infilate le dita e l'altra con quattro punte.
Ogni punta va colorata con un colore diverso usandone 8 in tutto. Se si aprono le punte c'è dello spazio per scrivere: sotto ogni colore abbiamo messo due titoli diversi di film.


Per scegliere il film, basta infilare le dita nella parte sotto e muoverle prima in verticale poi in orizzontale come vedete nella foto in alto: ci si ferma e si sceglie un colore.
Per ora il metodo sembra funzionare, vediamo fin quanto resisterà il mio Tito!



venerdì 27 gennaio 2017

Il rinoceronte di Rita / Tony Ross

La piccola Rita ha un grande desiderio: avere un animaletto tutto suo.


La mamma non è molto convinta ma Rita le assicura che sarà lei stessa a prendersi cura dell'animale così le regala una pulce domestica che non è per niente ciò che Rita voleva!
Neppure il girino, regalo dello zio, sembra soddisfarla così la piccola decide così di scegliersi da sola il suo nuovo animaletto.
Arrivata allo zoo, sente un rinoceronte lamentarsi della pioggia e gli propone di andare a vivere a casa sua. Il rinoceronte accetta entusiasta salvo poi pentirsene: la vita in città è così diversa da quella allo zoo!
Si deve entrare in ascensori strettissimi, restare nascosti nella cameretta di Rita e mangiare pane tostato e marmellata anziché la deliziosa erba africana.
Quando Rita ricomincia la scuola, è costretta a portare il rinoceronte con sé e inganna la maestra dicendole che quello è il suo castello gonfiabile.
Grosso errore! Tutti i bambini si precipitano sul povero rinoceronte saltandogli sul pancione proprio cose se fosse un gonfiabile. Questo è troppo anche per lui che si rende conto che forse è giunto il momento di far ritorno allo zoo. Ora può mangiare la sua amata erba africana ma sente la mancanza di Rita ed anche la bimba sente la mancanza del suo ingombrante amico. Ma da allora ogni estate Rita porta il rinoceronte al mare per qualche giorno.


Questo libro è particolarmente adatto a tutti quei bambini che vorrebbero un animale domestico: con la sua solita ironia Tony Ross affronta il tema facendo capire loro che prendersi cura di un animale è una grande gioia ma anche una grande responsabilità.
Le illustrazioni, con l'inconfondibile tratto dell'illustratore, hanno dei bei toni pastello in perfetta armonia con la dolcezza della storia!

Il rinoceronte di Rita
Tony Ross
Edizioni Camelozampa
€ 15.00

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martedì 17 gennaio 2017

Regala un libro per Natale #4

Anche quest'anno Tito ed io abbiamo partecipato all'edizione di Regala un libro per Natale organizzata da Federica e giunta alla sua quarta edizione.
E anche quest'anno è stata una bella occasione per conoscere persone nuove come Cristina e la piccola Giulia che ha all'incirca l'età di Tito.
Con Cristina è stato tutto davvero molto semplice perché è stata fin da subito molto disponibile ed interessata ai gusti di Tito e dopo qualche messaggio scambiato su WhatsApp lei e Giulia hanno scelto un bell'albo natalizio con protagonista un caribù eroe.**
In questo libro Artù (il nostro eroe a quattro zampe) ha una super missione da svolgere: salvare il Natale!
Vi lascio alcune delle belle immagini di questo libro divertente dallo stile fumettistico e dal bel ritmo:


Dopo aver avuto qualche dritta da Cristina, per Giulia abbiamo preso il Libro Pop-up dei perché - già tanto amato da noi - accompagnato da un biglietto e da un disegno "natalizio" fatto da Tito apposta per lei.


Concludo il post con i ringraziamenti: ancora grazie a Cristina e Giulia e a Federica per l'impegno che si prende ogni volta!

** Artù Caribù / Un Natale da salvare
Magali Le Huche
Edizioni Clichy

venerdì 13 gennaio 2017

La casa delle sorelle / Charlotte Link

Qui nello Yorkshire non si sa mai che cosa ci riserva la sorte.
Viviamo nella speranza che possa migliorare, ma a volte questa speranza viene messa a dura prova.

Fine anni 90. Barbara e Ralph sono una coppia tedesca in crisi coniugale e per rinsaldare i loro rapporti decidono di trascorrere le feste di Natale in una casa di campagna dello Yorkshire che l'anziana Laura affitta per brevi periodi l'anno.
Sorpresi da una incredibile nevicata e rinchiusi in casa senza luce né provviste e isolati da tutto, Barbara e Ralph sono costretti, oltre che a confrontarsi fra loro, anche a trovare ogni modo per scaldare la casa e sopravvivere.
Barbara casualmente incappa in un manoscritto: sono le memorie di Frances Gray la proprietaria di Westhill e leggendo il diario, pagina dopo pagina, Barbara scopre la storia di Westhill e dei suoi abitanti.
Il racconto di Frances ha inizio nel 1907 quando è ancora una studentessa e percorre la sua storia e la storia della sua famiglia attraverso gli anni e le due guerre mondiali.
Frances, da sempre anticonformista, rifiuta il matrimonio con John l'amore della sua vita e si trasferisce a Londra dove aderisce ad un movimento politico e viene in seguito arrestata.
Dopo questa terribile esperienza Frances ritorna a casa passando attraverso la delusione del matrimonio di John con sua sorella Victoria e la rabbia e la delusione di suo padre nei suoi confronti.
La prima guerra mondiale la riavvicina a John in un legame che li terrà sempre uniti all'insaputa della sorella.
Ma il manoscritto di Frances contiene anche un terribile segreto, un segreto che Laura ha tenuto nascosto per tutti questi anni e che vorrebbe rimanesse tale: la scoperta di questo segreto mette in pericolo anche la vita di Barbara e Ralph e rende la loro permanenza a Westhill ancora più pericolosa.

Per la prima recensione del 2017 ho scelto questo libro ricco di figure femminili non sempre forti o piacevoli ma dalle varie sfaccettature: l'anticonformista Frances, la bella e frivola Victoria, l'insicura Laura e la determinata Barbara solo per citarne alcune.
Il romanzo tratta vari temi come il rapporto amore/odio fra sorelle, la guerra e le difficoltà nel superare i traumi legati ad essa, la politica, la condizione delle donne nei primi anni del Novecento e l'attaccamento alle proprie radici.
E' un romanzo voluminoso che narra due storie parallele, quella di Frances e quella di Barbara senza far perdere il filo né di una né dell'altra, tenendo sempre viva la narrazione anche grazie alla scorrevolezza che l'autrice ha regalato alla storia.

La casa delle sorelle
Charlotte Link
Edizioni Tea Due
€ 8.50 / 611 pagg

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma, libro già recensito da Manu  in questo post.


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